Per diventare insegnante - così come per ogni altro impiego presso la Pubblica Amministrazione - bisogna superare un concorso pubblico, al termine del quale viene stilata una graduatoria di merito ad esaurimento da cui si attinge per le assunzioni in base al contingente di posti disponibili.

Per ogni grado di istruzione bisogna superare un concorso per diventare insegnante ed essere assunto a tempo indeterminato da una scuola; a seconda del grado in cui volete insegnare, però, ci sono dei requisiti differenti da soddisfare.

In ogni caso per provare a diventare insegnante dovrete essere in possesso di una laurea: per lavorare nella scuola dell’infanzia e primaria, ad esempio, è necessaria una laurea quinquennale in Scienze della formazione primaria, mentre per la scuola secondaria il titolo di studio dipende dalla materia che volete insegnare nonché dalla classe di concorso alla quale intendete iscrivervi.

Pensate che anche per lavorare negli asili nido come educatori/educatrici bisogna avere una laurea, in Scienze dell’Educazione (classe L-19) per l’esattezza.

Qui comunque ci concentreremo sugli step da seguire per diventare insegnanti - di ruolo - nella scuola secondaria, sia di I (scuole medie) che di II (superiori) grado. Ecco cosa bisogna fare partendo dalla scelta del percorso accademico fino ad arrivare al post concorso docenti.

Quale laurea per diventare insegnanti

Per insegnare nelle scuole medie e superiori bisogna come prima cosa conseguire una laurea. Come è ovvio per ogni titolo di studio ci sono delle materie che si possono insegnare: ad esempio, per la lingua italiana nella scuola media (classe di concorso 43/A) bisogna avere, tra le tante, una laurea in Lettere o in Filosofia, mentre per Matematica una laurea in Fisica o per l’appunto in Matematica.

Per avere chiaro tra quali corsi di studio universitari scegliere per insegnare una determinata materia potete scaricare la tabella delle nuove classi di concorso che trovate di seguito.

Una tabella utile anche per coloro che una laurea ce l’hanno ma che non sanno quale materia possono insegnare con il loro titolo. Qui, infatti, per ogni classe di concorso è indicato il titolo richiesto ai fini dell’iscrizione della stessa, sia se si tratta di una laurea magistrale che specialistica di nuovo ordinamento.

D.P.R. 14 febbraio 2016-Nuove classi di concorso
Clicca qui per scaricare le tabelle delle nuove classi di concorso nelle quali sono indicate le materie che si possono insegnare in base al titolo posseduto.

24 CFU per diventare insegnanti

Avere una laurea però non è sufficiente per diventare insegnanti. La riforma del reclutamento attuata con una delle leggi delega della Buona Scuola (la Legge 107 approvata dal Governo Renzi nel 2015), infatti, ha introdotto un ulteriore requisito per partecipare ai concorsi per l’assunzione di docenti nella scuola secondaria di I e II grado.

Nel dettaglio, la legge obbliga chi vuole diventare docente a conseguire 24 crediti formativi universitari nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Ci sono tre modi per conseguirli: il primo è quello della forma curriculare, ossia sostenendo durante il corso di laurea degli esami inerenti alle suddette discipline, i quali saranno così riconosciuti ai fini della partecipazione al concorso.

In alternativa lo studente può conseguire i 24 CFU in forma extracurriculare, ossia prolungando - senza alcuna penalizzazione - il corso di studi di ulteriori 6 mesi impiegando questo tempo per sostenere gli esami necessari ai fini del conseguimento dei crediti richiesti.

Chi invece ha già completato il percorso accademico e ha preso una laurea dovrà per forza tornare all’Università e sostenere gli esami relativi da esterni; il tutto, come stabilito dal MIUR per un costo che complessivamente non può superare i 500€.

Nuovo concorso scuola

Ogni due anni viene bandito un concorso scuola - come disposto dalla Buona Scuola - finalizzato all’assunzione di insegnanti a tempo indeterminato. Per partecipare, come anticipato, non è richiesta l’abilitazione all’insegnamento poiché è sufficiente la laurea e i suddetti 24 CFU.

Il concorso è così strutturato:

  • prima prova scritta per valutare le competenze del candidato su una disciplina specifica. È il candidato a decidere quale tra quelle afferenti alla classe di concorso alla quale è iscritto. Gli unici a non poter scegliere sono i docenti di lingue e culture stranieri, i quali dovranno per forza dimostrare la loro competenza della lingua di insegnamento;
  • seconda prova scritta per valutare il livello di conoscenza sulle discipline antropo-psico-metodologiche e tecnologie didattiche. Questa prova quindi è uguale per tutti i candidati, indipendentemente dalla classe di concorso alla quale si è iscritti;
  • prova orale: dopo il superamento delle due prove scritte si è sottoposti ad una prova orale nella quale, su richiesta della commissione, può essere compresa anche una prova pratica. Questa fase è finalizzata alla valutazione del candidato in merito alla conoscenza delle discipline afferenti alla propria classe di concorso; nel contempo sarà accertato anche il grado di conoscenza della lingua straniera e il possesso delle abilità informatiche di base.

Per chi vuole diventare insegnante di sostegno, tra le due prove scritte e l’orale si colloca invece una terza prova scritta; l’obiettivo di questa è di verificare il livello di preparazione del candidato sulla pedagogia speciale e sulla didattica per l’inclusione scolastica.

Il concorso non sarà per soli esami; ci sarà anche una fase di valutazione dei titoli in possesso dei candidati, per ognuno dei quali verrà assegnato un punteggio che, aggiunto al risultato delle prove, andrà a formare il punteggio finale per il posizionamento in graduatoria.

Una volta concluso il concorso si acquisisce automaticamente l’abilitazione all’insegnamento per le medesime classi di concorso per le quali si è partecipato. Il FIT - il percorso triennale di formazione iniziale e tirocinio - infatti, è stato eliminato dal Miur prima del suo avvio ufficiale; al suo posto prima di diventare insegnanti di ruolo a tutti gli effetti bisognerà fare un solo anno di prova e formazione.

Anno di prova che, in caso di esito negativo, si potrà anche ripetere.